pubblicato il 31/07/2024
Verso un’idea nuova
di reenactment e living history
Non è un compito semplice e non siamo sicuri che ci porterà dove ci siamo prefissati di andare, ma per arrivare a destinazione è comunque necessario abbandonare l’approdo sicuro.
Il nostro approdo sicuro è il mondo delle rievocazioni come l’abbiamo conosciuto negli ultimi trenta anni: legato a doppio filo a dei format oramai stantii e completamente usurati.
Ma entriamo nel dettaglio di quello che vediamo, così da chiarire il nostro punto di vista.
In primis un dei problemi maggiori che abbiamo ravvisato è la staticità.
Staticità nel programma della manifestazione rievocativa, ma anche staticità delle attività.
le due cose si intrecciano indissolubilmente d’altronde.
campo storico, battagliola, sfilata; i tre capisaldi del living history dalla notte dei tempi.
Ma nel campo, durante la giornata, che si fa? O meglio, che si dovrebbe fare se si rievocasse un campo militare vero e proprio?
E nel campo, quali sono i ruoli di ciascuno? Chi comanda?
Insomma, manca totalmente l’elemento di reenactment degli aspetti relazionali tra i partecipanti.
Non basta avere un equipaggiamento e un vestiario minuziosamente studiati, o meglio, quelli sono fondamentali ma non bastano.
Se non costruiamo un momento che rispecchi il Medioevo (o il XVII secolo), tanto vale mostrare le nostre produzioni ad un pubblico interessato a quelle piuttosto che ad un pubblico generico che passa stancamente lungo il campo.
Ecco, questo è il punto di partenza da cui iniziare la nostra piccola rivoluzione. Vedremo se porterà ai risultati che auspichiamo oppure sarà semplicemente un salto nel vuoto. Lo scopriremo soltanto provando!
